A bit of History - Andrea Mantegna

A bit of History – Andrea Mantegna

Andrea Mantegna (1431 – 13 September 1506) is one of our foremost painters of the Italian Renaissance.

Born near Padua, at the age of eleven he joined the workshop of Padua’s painter Scuarcione where he remained for six years before branching out on his own. Renowned for his experimentation with perspective and a sculptural approach to frescoes, Mantegna undertook commissions for churches in Padua (Eremitani, Sant’Antonio) before moving to Verona and then Mantua and Rome.

Among his major works are a painted altarpiece at San Zeno, Verona; frescoes in the Wedding Chamber at the Gonzaga family apartment located in the Mantua castle, where he had been retained as court artist and where he worked closely with the cultured Marchesa Isabella d’Este, one of the leading political women in the Italian Renaissance; and a haunting painting of The Dead Christ in which the cadaver of Christ is portrayed supine on a marble slab and the perspective technique accentuates the tragedy of the scene.

Andrea Mantegna (1431-13 settember 1506) è uno dei maggiori pittori del Rinascimento italiano. Nato vicino a Padova, all’età di undici anni entrò nella bottega del pittore padovano Scuarcione e vi rimase sei anni prima di andarsene per conto proprio.

Rinomato per la sua sperimentazione con la prospettiva ed un approccio scultoreo nei suoi affreschi, Mantegna accettò commissioni per chiese a Padova (gli Eremitani e Sant’Antonio) prima di trasferirsi a Verona ed in seguito a Mantova e Roma.

Tra le sue maggiori opere figurano una pala d’altare a San Zeno, Verona; gli affreschi nella Casa degli Sposi nell’appartamento della famiglia Gonzaga situato nel castello di Mantova, alla cui corte era stato assunto come artista e dove collaborò strettamente con la colta Marchesa Isabella d’Este, una delle donne di maggior rilievo politico del Rinascimento italiano; ed un inquietante dipinto del Cristo morto in cui il cadavere di Cristo è ritratto supino su una lastra di marmo e la prospettiva usata acuisce la tragedia della scena.

Yvette Devlin