An Italian excellence

An Italian excellence

The Dante Alighieri Society of Canberra intends to introduce the scientific, historical, and architectural features of the Rizzoli Orthopaedic Institute of Bologna, especially to the Italo-Australian community of Canberra, which is a real source of Italian pride. This is the reason for the next videoconference, live from Italy by Skype, hosted by the Italian Embassy.

The Ambassador gladly accepted to host the event in the Residence, given the importance of the Conference, and we hope he could be present, notwithstanding his institutional commitments.

The Rizzoli Orthopaedic Institute was founded and inaugurated in the presence of Italy’s king on 28 June 1896. It was born thanks to a donation by surgeon and philanthropist Francesco Rizzoli.

In the second half of the nineteenth century, specialist Institutes were born in Italy, such as the Pio Istituto dei Rachitici in Milan in 1881 and the Turin Institute for Rickets in 1887.

The Rizzoli Institute’s objectives were different, as it had initially aimed to treat rachitic deformities and all congenital bone deformities. It was immediately a great success, in Italy and in the world, thanks also to its first two Directors, Alessandro Codivilla and Vittorio Putti.

Alessandro Codivilla (1861-1912) was Director from 1899 and he is considered the founder of modern Orthopedy in Italy. Patients from the most distant regions of Italy and from many corners of the world, such as Latin America were treated at the institute. When Codivilla died, the Rizzoli Institute was fully affirmed worldwide.

The new Director Vittorio Putti (1880-1940) was considered one of the best orthopaedic surgeons internationally in the first half of the twentieth century. He introduced profound innovations regarding the treatment of ankyloses, congenital hip dislocation, post-traumatic deformities, limb lengthening, etc. He was also a great organiser. In fact, in 1914 the Rizzoli workshops were founded, where all essential equipment for orthopaedic treatment and prosthetic limbs was produced. In 1923, the Codivilla Institute in Cortina d’Ampezzo was founded to treat with heliotherapy patients with bone tuberculosis.

In 1917, Putti also founded the Journal “Chirurgia degli organi del movimento” and, later, promoted the integration of Orthopaedics and Traumatology, which was significant and accepted worldwide during a Congress that was held in Bologna in 1936, where the Société Internationale de Chirurgie Orthopédique (SICO) became the Société Internationale de Chirurgie Orthopédique et de Traumatologie (SICOT).

Putti was also a passionate booklover and his office resembled a museum. He had collected more than 1000 ancient medical books including 17 manuscripts, 66 incunabula and 238 “cinquecentine”, a collection which experts consider one of the most important private collections in the world in terms of quality rather than quantity of the books contained therein.

When he died in 1940, the New England Journal of Medicine commemorated him by stating that he had created the best-known orthopaedic centre in the world.

The clinical value of the Rizzoli Institute is still very high. It has more than 300 beds. About 100,000 outpatient visits and 20,000 surgical procedures are made each year. There is a staff of about 1400.

Since 1981, the Rizzoli has been recognized as an “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” (IRCCS) by the Ministry of Health.

The research activities are carried out in the multidisciplinary Research Centre Codivilla-Putti, where orthopaedic surgeons, engineers, chemists, physicists, computer scientists, biologists, biotechnologists, and teachers in physical education work.

The monumental value of the historical site of the Institute refers to the Monastery of San Michele in Bosco of the fourteenth century, which is the building that housed the hospital from the beginning. The Monastery of San Michele is located on the rolling hills south of Bologna. It houses some remarkable works of art, such as the octagonal cloister frescoed by Ludovico and Paolo Carracci and Guido Reni; the former refectory of the monks, decorated by three tables of Giorgio Vasari; the library’s superb frescoes of the 17th century by Domenico Maria Canuti.

In addition, the Codivilla-Putti Research Centre is housed in one of the most important buildings in the history of Italian architecture in the 20th century. It was a seminary and was acquired by the Institute in the early ’80s. More detailed information can be found on the website at www.ior.it

The two young speakers will speak in English. Specifically, Vittorio Tarabella will speak on The monastery of San Michele in Bosco and the history of the Rizzoli Orthopaedic Institute, while Dr. Marco Nitri will speak on “The scientific research at the Rizzoli Orthopaedic Institute.”

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Con la videoconferenza – in diretta dall’Italia via Skype – che si terrà il 21 giugno 2016, presso l’Ambasciata Italiana, la Società Dante Alighieri di Canberra intende far conoscere, soprattutto alla comunità italo-australiana di Canberra, il valore dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, sia dal punto di vista scientifico che storico-architettonico. Esso costituisce infatti un vero motivo di orgoglio italiano. L’Ambasciatore d’Italia ha patrocinato l’importante iniziativa ed ha accettato con piacere di ospitarci nella Residenza. Ci auguriamo che possa essere presente, nonostante i suoi impegni istituzionali.
L’Istituto Ortopedico Rizzoli fu inaugurato il 28 giugno 1896 alla presenza dei Reali d’Italia. Nacque grazie ad una donazione del chirurgo e filantropo Francesco Rizzoli.
Nella seconda metà dell’800 erano sorti in Italia alcuni istituti specializzati, come il Pio Istituto dei Rachitici a Milano, nel 1881, e l’Istituto per rachitici a Torino nel 1887.
Diverse erano le finalità dell’Istituto Rizzoli in quanto aveva fin dall’inizio l’obiettivo di realizzare un istituto di ricovero e cura, oltre che delle deformità rachitiche, anche di quelle congenite ossee in senso lato. Ebbe subito un grande successo, in Italia e nel mondo, grazie anche all’opera dei suoi primi direttori, Alessandro Codivilla e Vittorio Putti.
Alessandro Codivilla (1861-1912), direttore del Rizzoli dal 1899, è considerato il fondatore dell’ortopedia moderna in Italia. All’Istituto cominciarono ad affluire ammalati provenienti dalle regioni più lontane e persino dall’America Latina e, alla sua morte, il Rizzoli era già pienamente affermato sulla scena nazionale.
Il successore di Codivilla fu Vittorio Putti (1880-1940) che, in breve tempo, fu considerato uno dei migliori ortopedici a livello internazionale della prima metà del XX secolo per le profonde innovazioni nel campo del trattamento dell’anchilosi, della lussazione congenita dell’anca, delle deformità post-traumatiche, dell’allungamento degli arti, ecc. Putti, riconosciuto anche come grande organizzatore, portò ad ulteriore sviluppo l’Istituto. Nel 1914 furono fondate le Officine Rizzoli dove venivano prodotte tutte le attrezzature necessarie per le terapie ortopediche e le protesi degli arti e nel 1923 l’Istituto Elioterapico Codivilla a Cortina d’Ampezzo dove venivano curati “con il sole” i soggetti affetti da tubecolosi ossea.
Putti fu anche il fondatore, nel 1917, della rivista Chirurgia degli organi del movimento e, due decenni dopo, fu il promotore dell’integrazione tra ortopedia e traumatologia che ebbe la sua consacrazione al congresso del 1936 di Bologna della neonata Società Internazionale di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica.
Grande bibliofilo, egli creò nel suo studio-biblioteca all’interno dell’Istituto un piccolo museo di storia della medicina. Nei locali dello studio, tutti rivestiti con severe scaffalature in radica, raccolse più di 1.000 antichi libri di Medicina, fra cui 17 manoscritti, 66 incunaboli e 238 cinquecentine. Questa raccolta, rimasta come donazione all’Istituto alla sua morte, è considerata dagli esperti una delle collezioni private più importanti al mondo, non tanto per la quantità, ma per la qualità delle opere in essa contenute.
Alla sua morte, nel 1940, il New England Journal of Medicine, nel commemorarlo, affermò che egli aveva realizzato il centro ortopedico allora più noto nel mondo.
Il valore clinico dell’Istituto è tutt’ora molto alto. Oggi ha più di 300 posti letto, esegue circa 100.000 visite e 20.000 interventi chirurgici all’anno e vi lavorano circa 1.400 persone.
Nel 1981 l’Istituto Rizzoli è stato riconosciuto “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” (IRCCS), ovvero un ospedale a cui il Ministero Italiano della Salute ha affidato anche compiti di ricerca.
Questa attività è svolta nel Centro di Ricerca multidisciplinare Codivilla-Putti dove collaborano chirurghi ortopedici, ingegneri, chimici, fisici, informatici, biologi, biotecnologi e dottori in scienze motorie. Vi sono circa 300 ricercatori distribuiti in 15 laboratori diversi dedicati alla oncologia muscolo-scheletrica, alla medicina rigenerativa, alla chirurgia ortopedica ricostruttiva, ecc. Le pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali sono più di 300 all’anno.  Oltre 20 i brevetti internazionali di medicina rigenerativa, oncologici, tecnologici e tecnobiologici.
Il valore monumentale della sede storica dell’Istituto fa riferimento al luogo e all’edificio che ha ospitato fin dall’origine l’ospedale: il complesso monastico di San Michele in Bosco del XIV secolo, ubicato sui primi colli a sud di Bologna. Esso ospita notevoli opere d’arte come, tra le altre, il chiostro ottagonale affrescato da Ludovico e Paolo Carracci e da Guido Reni, l’ex refettorio dei monaci ornato da tre tavole di Giorgio Vasari, la superba biblioteca affrescata nel ’600 da Domenico Maria Canuti.
Anche la sede del Centro di Ricerca Codivilla-Putti è considerata uno degli edifici più importanti nella storia dell’architettura italiana del Novecento. Nato come Seminario Benedetto XV, è stato acquistato dall’Istituto all’inizio degli anni ’80. Notizie più dettagliate possono essere trovate, in italiano e in inglese, sul sito http://www.ior.it/.
I due giovani relatori parleranno, in inglese, dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e del suo Centro di Ricerca Codivilla-Putti. Nello specifico, il dottor Vittorio Tarabella parlerà de “Il monastero di San Michele in Bosco e la storia dell’Istituto Ortopedico Rizzoli” mentre il dottor Marco Nitri parlerà de “La ricerca scientifica presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli”.

Luigi Catizone