Buona castagnata a tutti!

Buona castagnata a tutti!

L’autunno mi è sempre piaciuto per i suoi colori, i suoi primi freddi, l’aria rarefatta, le domeniche sotto il piumone, ma soprattutto per i frutti che ci regala: l’olio nuovo, i cachi, il vino novello, le mele, l’uva, la zucca, i melograni, i funghi e più di ogni altra cosa, le castagne!

Questo frutto ha avuto, in passato, un importante ruolo come sostituto del pane o come alternativa alla farina di grano; bene prezioso, fonte di sostentamento nei periodi di carestie e peste, è oggi diventato un ingrediente importante nella cucina tradizionale toscana.

Adoro le castagne fin da quando ero piccola: ricordo come fosse ieri quando aspettavo con ansia la “Festa dei Marroni”, solitamente celebrata ogni sabato e domenica del mese di ottobre, sulle colline toscane, a Marradi. La cosa più entusiasmante era che si raggiungeva Marradi con il treno a vapore, come quelli su cui viaggiavano i nostri nonni, tutto nero, fumante e soprattutto puzzolente e potevamo ammirare il paesaggio maestoso dominato dal bosco e dai castagneti secolari. Dopo un’oretta di viaggio, un sentiero lunghissimo dominato da bancarelle, musica e profumi avvolgenti, ci accoglieva con i prodotti tipici della tradizione toscana e ovviamente tutto quello che è possibile cucinare con le castagne, dai tortelli di marroni alla torta di castagne, il castagnaccio, le marmellate e i marrons glacés. Ma il mio piatto, anzi bicchiere preferito, era quello pieno di “bruciati” o caldarroste, fumanti, caldissime e soprattutto buonissime.

locomotiva

E non dimentico le merende domenicali in campagna, davanti al caminetto e la “padellona con i buchi” che mia nonna usava per cuocere le castagne sopra le braci e noi bambini con le gote rosse, impazienti e pronti con il vecchio strofinaccio in mano sul quale le lasciavamo raffreddare un pochino prima di sbucciarle.

Per di più, le castagne sono una riserva di sali minerali come potassio, fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Insomma: fanno bene sia al fisico sia allo spirito, allora… mangiamone a volontà!

Lucrezia Samory