Festa della Repubblica

Festa della Repubblica

Ogni anno, il 2 giugno, gli italiani celebrano la Festa della Repubblica. Con essa si ricorda il 2 giugno 1946, quando si votò per scegliere la forma istituzionale della Nazione: mantenere la Monarchia, che aveva regnato dall’Unità d’Italia (1861), o passare alla Repubblica.
L’Italia, come tutta l’Europa, usciva dalla tremenda seconda guerra mondiale. Il Re d’Italia, Vittorio Emanuele III, aveva avallato la nascita del Fascismo ed appoggiato l’entrata in guerra. Molti italiani ritenevano la Monarchia responsabile, assieme a Mussolini e al suo regime, dei danni del Fascismo e della tragedia bellica e volevano quindi liberarsene. Molti altri, invece, avevano paura dei cambiamenti e volevano perciò mantenere la condizione esistente.
Dopo la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini il 25 luglio 1943 si susseguirono in Italia una serie di importanti, e per certi versi caotici, avvenimenti. Il Re Vittorio Emanuele III affidò al maresciallo Pietro Badoglio l’incarico di formare il nuovo governo che durò fino al 4 giugno 1944, giorno in cui gli alleati entrarono a Roma. Il giorno seguente, il Re nominò il figlio Umberto II Luogotenente d’Italia, nel tentativo di dare un segno di discontinuità rispetto al periodo precedente.
Umberto firmò il Decreto legislativo 151/1944 che stabiliva che dopo la liberazione totale del territorio nazionale la forma istituzionale sarebbe stata scelta dal popolo italiano che avrebbe anche eletto, a suffragio universale, diretto e segreto, un’Assemblea Costituente per deliberare la nuova costituzione dello Stato. Veniva dato per la prima volta il voto alle donne. Su pressione del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), Ivanoe Bonomi venne nominato Capo del nuovo Governo a cui parteciparono tutti i partiti antifascisti.
Il 9 maggio 1946, dopo l’abdicazione definitiva di Vittorio Emanuele III a favore del figlio Umberto II venne indetto il Referendum Istituzionale. La parola “Referendum” deriva dalla locuzione latina “convocatio ad referendum” (convocazione per riferire). È un istituto giuridico per il quale, in senso lato, è consentita o richiesta al corpo elettorale una decisione su singole questioni.
Esso si tenne nella giornata del 2 e nella mattina del 3 giugno 1946. Nella stessa occasione si votò per eleggere anche l’Assemblea Costituente cui affidare il compito di redigere la nuova Carta Costituzionale. Come detto, per la prima volta in Italia, votarono anche le donne.

FESTA-REPLa campagna elettorale per il Referendum Istituzionale fu molto accesa e gli slogan delle due parti ne erano la prova più evidente. I sostenitori della Monarchia indicavano la scelta repubblicana come “un salto nel buio”, mentre i repubblicani opponevano “o la Repubblica o il caos”. Nonostante ciò, le elezioni si svolsero molto ordinatamente. Sui 28 milioni di italiani aventi diritto votò l’89,08%, quindi vi fu un’affluenza molto elevata. I risultati furono nettamente a favore della Repubblica che ottenne 12.717.923 voti (54,3%), mentre la Monarchia ne ebbe 10.719.284 (45,7%). L’Italia risultò divisa a metà: in tutte le regioni sotto Roma vinse la Monarchia, mentre al di sopra di Roma si affermò la Repubblica. Naturalmente ci furono alcune contestazioni, talvolta anche violente, ma il 18 giugno 1946 la Corte Suprema di Cassazione proclamò i risultati definitivi favorevoli alla Repubblica.
Con l’occasione, ricordiamo che l’Assemblea Costituente, eletta il 2 e 3 Giugno 1946, approvò la Carta Costituzionale, dopo amplissime ed appassionate discussioni, il 22 dicembre 1947, e fu promulgata da Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, il 27 dicembre seguente, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 298, edizione straordinaria. La Costituzione italiana entrò definitivamente in vigore il 1º gennaio 1948. Possiamo dire che la scelta istituzionale della Repubblica fu subito accettata da tutti e mai vi sono stati su di essa contrasti o ripensamenti.
Da allora, il 2 giugno è considerata la Festa Nazionale che celebra la nascita della Repubblica italiana. Ci ricorda il passato e, orgogliosamente, la strada fatta per arrivare alla democrazia, con le donne al voto per la prima volta, dopo il periodo buio del fascismo e la tragedia della seconda guerra mondiale.
In tutte le città d’Italia si svolgono ogni anno manifestazioni ufficiali in ricordo dell’avvenimento. La più importante avviene ovviamente a Roma alla presenza del Capo dello Stato e di tutte le autorità civili e militari.
Anche le comunità italiane all’estero, come la nostra in Australia, sono chiamate a ricordare e a far conoscere questo essenziale momento, soprattutto alle nuove generazioni.
La Dante Alighieri, il Com.It.Es. e l’Ambasciata italiana a Canberra organizzano varie manife-stazioni a cui siamo tutti invitati a partecipare, informandoci attraverso gli usuali canali.
Non credo che in questo caso ricordare sia banale retorica, bensì giusto orgoglio di un passato glorioso, anche se difficile e doloroso.

Luigi Catizone