Natale in Italia

Natale in Italia

Il clima natalizio si comincia a respirare all’inizio di dicembre: lungo le strade compaiono le luminarie, le piazze vengono dominate da alberi giganteschi addobbati con festoni e luci di tutti i colori. Immancabili i mercatini di Natale dove si possono acquistare piccoli oggetti di artigianato, prodotti tipici locali o un buon bicchiere di vin brûlè.

Si tratta di una festa che oltre al suo significato religioso rappresenta un momento per stare con la famiglia e gli amici più cari. Per trascorrere questa occasione in allegria, la tradizione vuole che i festeggiamenti vengano onorati intorno ad una tavola impeccabilmente vestita a festa.

Il Natale è caratterizzato dall’albero decorato e il presepe che dovrebbe essere fatto il giorno di Santa Lucia, ovvero il 13 Dicembre, lasciando la mangiatoia vuota che accoglierà il Gesù bambino nella notte di Natale. Il presepe si completa il 6 gennaio con l’arrivo dei Re Magi [the three Kings] che portano oro, incenso e mirra. Lo stesso giorno i bambini ricevono leccornie [dolci, caramelle] di ogni genere, in memoria dei doni portati dai Magi.

A farci apprezzare le tradizioni del passato è il presepe vivente che rivive nel periodo natalizio in tutte le regioni d’Italia. Il presepe affonda le sue radici nella vigilia di Natale del 1223 quando Francesco d’Assisi, sfruttando la naturale scenografia del borgo antico di Greccio, realizzò la prima rappresentazione teatrale della nascita di Gesù. Caratteristico è anche il presepe vivente di Genga che per estensione è il più grande al mondo – copre infatti una superficie di circa 30.000 metri quadri all’interno della Gola di Frasassi [centro Italia].

Ma è anche vero che paese che vai pietanze che trovi! Specialmente a Natale, quando l’Italia diventa il paese delle tradizioni culinarie dove ogni famiglia ripropone a tavola i propri sapori ereditati da generazioni e basati sui prodotti tipici del territorio. Il cenone della vigilia è forse il momento più sentito dalle famiglie italiane; spesso coincide con lo scambio dei doni e precede la messa di Natale celebrata allo scoccare della mezzanotte.

Ricchezza gastronomica che ci unisce, ci appartiene e ci differenzia, che viene interpretata e vissuta in modo diverso, in base alle esperienze personali e le tradizioni di ogni paese. Un patrimonio meraviglioso, conosciuto in tutto il mondo e che deve essere difeso e salvaguardato.

Non posso non ricordare le tradizioni culinarie della mia regione, l’Emilia Romagna, dove ogni occasione è buona per trovarsi a casa di qualcuno, in un locale, in una piazza o una sagra per bere, mangiare e chiacchierare in compagnia, Natale compreso! Da Piacenza a Riccione, si fa di tutto per rimanere incollati al tavolo da pranzo, per almeno 3 giorni di seguito e difficilmente avanza qualcosa! Si inizia con il cenone della Vigilia che la religione vuole leggero, ma che la tradizione ha trasformato in un ricco pasto a base di pesce nel quale non possono mancare le frittelle di baccalà e il capitone marinato, segno di buon augurio. Il giorno di Natale e Santo Stefano, invece, dopo un tripudio di antipasti a base di salumi (non può mancare il Culatello di Zibello) e formaggi, si passa alle paste ripiene in brodo di cappone: a Bologna e Modena ci sono i tortellini a base di carne, in Romagna i cappelletti a base di carne e formaggio. Come secondo, si passa al cotechino o lo zampone con le lenticchie (che la superstizione dice ‘portino soldi’), puré di patate e mostarda, tutto ‘bagnato’ da un buon Sangiovese o un Pignoletto. Tra i dolci, oltre al classico panettone o pandoro, a Bologna c’è il Certosino o panspeziale (in dialetto panspzièl) con mandorle, pinoli, cioccolato fondente e canditi, antico dolce medioevale inizialmente prodotto dai farmacisti e solo in un secondo tempo cucinato dai frati certosini, tanto che il dolce cambiò nome prendendo quello della confraternita.

Ovviamente dopo un pasto di queste dimensioni il riposino sul divano e un film di Natale sono immancabili.

Bando alla dieta, le festività natalizie vedono come protagonista il cibo e ancora pieni dal pranzo di Natale, gli italiani si preparano al cenone di Capodanno!

Con l’acquolina in bocca e la voglia di infornare un dolcetto di Natale, auguro a tutti voi di trascorrere le feste natalizie con gioia, serenità e soprattutto in buona compagnia!

Lucrezia Samory