Obbedisco!

Obbedisco!

Giuseppe Garibaldi was born on 4 July 1807 in Nice and died in 1882 at Caprera. He is one of the best-known figures of Italian unification – Mazzini was the visionary, Garibaldi the fighter and Cavour the political strategist. Garibaldi became interested in the cause of Italy’s unification after meeting Mazzini in 1833. After taking part in an unsuccessful insurrection and being sentenced to death as a result, he fled overseas. First, he went to Brazil, where he met his future wife Anita and fought in internal wars, and then to Uruguay where he fought in the civil war alongside the red-shirts – an item of clothing that later became his symbol and that of his followers.

He returned to Italy in 1848 and engaged in further (ineffective) revolutionary activity, including the siege of Rome in which the French prevailed by reinstating the pope there. Being exiled for five years, he travelled again, first to New York and then commanding merchant ships for some four years. This job took him, among other places, to Canton in China, Manila, the United States and Chile. On one of these trips he even travelled along the South coast of Australia, stopping at Three Hummock Island in the Bass Strait.

He returned once again to Italy to take up the fight for its liberation. In April 1860 he gathered 1000 volunteers and set out from Genoa toward Sicily where his military campaign began against the Bourbons of the Kingdom of the Two Sicilies. Having conquered Sicily, he moved to Naples where he was met by the Piedmontese who had come down the peninsula fighting for the King of Sardinia (who would become King of Italy in 1861). On 26 October 1860 Garibaldi handed to Victor Emmanuel II the lands he had conquered in the South, and withdrew to the island of Caprera.

Garibaldi was not yet finished with fighting but his restless spirit did not lead to any military success. He remained committed to a united Italy and, fiercely anticlerical, to the abolition of the papacy.

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Giuseppe Garibaldi nacque il 4 luglio 1807 a Nizza e morì nel 1882 a Caprera. È una delle maggiori figure dell’unificazione dell’Italia – Mazzini era l’idealista, Garibaldi il combattente e Cavour lo stratega politico. Garibaldi cominciò ad interessarsi alla causa dell’unificazione dopo aver incontrato Mazzini nel 1833. Dopo aver partecipato ad un’insurrezione fallita ed essere stato condannato a morte, fuggì oltremare. Andò prima nel Brasile dove incontrò la sua futura moglie Anita e lottò in guerre interne, poi in Uruguay dove lottò nella guerra civile schierandosi con le camicie rosse – un capo di abbigliamento che divenne poi il suo simbolo e quello dei suoi seguaci.

Ritornò in Italia nel 1848 e partecipò di nuovo in vane attività rivoluzionarie, incluso l’assedio di Roma in cui vinsero i francesi che vi reintegrarono il papa. Esiliato per cinque anni, cominciò a viaggiare di nuovo, prima alla volta di New York e poi al comando di navi mercantili per quattro anni. Questo lavoro lo portò, tra l’altro, a Canton in Cina, Manila, gli Stati Uniti e il Cile. Durante uno di questi viaggi percorse le acque al sud della costa australiana, fermandosi a Three Hummock Island nel Bass Strait.

Tornò di nuovo in Italia per combattere per la sua liberazione. Nell’aprile del 1860 assieme a 1000 volontari salpò da Genova diretto verso la Sicilia dove cominciò la sua campagna militare contro i Borboni del Regno delle due Sicilie. Dopo aver conquistato la Sicilia, si diresse verso Napoli dove incontrò i piemontesi che erano scesi lungo la penisola combattendo per il Re di Sardegna (che nel 1861 divenne Re d’Italia).

Il 26 ottobre 1860 Garibaldi consegnò a Vittorio Emanuele II i territori del sud da lui conquistati, e si ritirò nell’isola di Caprera.

Garibaldi non aveva ancora finito di combattere, ma il suo spirito irrequieto non condusse a nessun altro successo militare. Fino alla fine, rimase sempre dedito alla causa di un’Italia unita e, da accanito anticlericale, all’abolizione del papato.

Yvette Devlin