Una maestrina esemplare

Una maestrina esemplare

Scommetto che tutti quanti ricordate un maestro/una maestra, un professore/una professoressa che vi ha ispirato, incoraggiato, sostenuto – e che così facendo ha influenzato il corso della vostra vita. Nel mio caso si tratta di Bianca Bertolini, la maestra della quinta elementare del mio paese natio (Vivaro, in Friuli) una sessantina di anni fa.

La Bertolini, una giovane maestra alle prime armi, insegnava a Vivaro da pochi anni. Nonostante la sua giovane età, sapeva come gestire i bambini a lei affidati e come incoraggiarli a dare del loro meglio. Esile, ma forte di carattere, si faceva rispettare. Io ero una bambina buona ed obbediente quindi non le creavo problemi in classe – ma mio fratello Roger con la sua vivacità era un altro paio di maniche!

L’anno scorso durante il mio soggiorno annuale a Vivaro mi venne in mente di cercarla perché da anni volevo rintracciare la maestra che avevo in quinta in modo da ringraziarla. Perché ci tenevo tanto? Semplicemente perché la Bertolini, senza saperlo, aveva praticamente deciso il mio destino.

Alla fine dell’anno scolastico 1955 la cara maestrina era andata dalla mamma e le aveva suggerito di mandarmi a fare le medie (l’equivalente del ‘junior high school’) perché, secondo lei, ero brava negli studi e avrei potuto fare qualcosa della mia vita. Spiego subito che, a quei tempi, nei paesetti di campagna pochissimi bambini – soprattutto bambine – andavano oltre le elementari. Le scuole medie erano distanti dal nostro paese, bisognava andarci in corriera, ed il tutto comportava una spesa che mia madre non poteva affrontare essendo vedova con tre figli e non avendo nessun sussidio governativo. La mamma aveva già pensato di mandarmi dalla sarta ad imparare il mestiere, nonostante le dicessi che odiavo cucire e che invece mi piaceva studiare.

Per fortuna la Bertolini era riuscita a convincere la mamma che valeva la pena fare dei sacrifici e permettermi di continuare la scuola. Dopo aver completato le medie, la mamma ed il fratello maggiore (Roger, che aveva già cominciato a lavorare) mi permisero di continuare gli studi a Roma in un istituto professionale per il commercio con l’estero dove imparai anche l’inglese. Sono stati questi studi che, qualche anno dopo in Australia, mi permisero di trovare lavoro presso la La Trobe University ed in seguito di laurearmi.

Posso onestamente dire che senza l’intervento di Bianca Bertolini al momento giusto, la mia vita sarebbe stata molto meno soddisfacente. Rimango convinta che l’istruzione può cambiare le sorti di una persona e ringrazio Dio di avermi piazzata nella classe di questa perspicace maestra.

E l’anno scorso quando le telefonai per dirle che volevo passare a ringraziarla e le diedi il mio nome, mi disse: “Ah sì, mi ricordo di te. Eri piccola e bionda ed avevi due fratelli”. Aveva insegnato a migliaia di bambini durante la sua vita lavorativa eppure si ricordava ancora di me. Che memoria!

La mia visita fece un piacere enorme a tutte e due – a lei che nel corso degli anni si era chiesta cosa ne era stato di me, e a me che finalmente avevo potuto ringraziarla per aver segnato il felice percorso della mia vita.

Colsi l’occasione per chiederle di riflettere sulla sua vita dedicata all’insegnamento. “Bisogna insegnare con il cuore ma anche con decisione ed energia” affermò. “I bambini motivati rendono molto. Bisogna educare [per la vita] non solo istruire [insegnare a leggere e scrivere].” Se i bambini erano distratti, lei capiva che stava succedendo qualcosa a casa. “I bambini non sanno valutare… si salvano nei giochi. Il compito dell’insegnante è d’incoraggiare, non giudicare. E quando non si conoscono le circostanze è meglio tacere. S’impara dai bambini; si matura noi!”

A febbraio ho appreso con rammarico che si era spenta, all’età di 86 anni. Speravo tanto di poterla rivedere anche quest’anno e di passare di nuovo qualche ora assieme. Il sindaco del paese dove viveva da decine di anni ha detto di lei “Con Bianca Maria se n’è andata una pagina di storia del nostro comune di Zoppola, fatta di insegnamento, impegno pubblico e volontariato durante una vita dedicata ai giovani e alla comunità”.

Io ricorderò sempre la mia maestrina con estrema gratitudine. Vale Bianca Bertolini!

Yvette Devlin