Celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri

Celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri

Nel 2021 si celebrerà il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri.

La città di Ravenna, che ospita la tomba del Poeta, celebra ogni seconda domenica di settembre tale ricorrenza e riceve l’offerta da parte del Comune di Firenze dell’olio per la lampada votiva.

Gli eventi legati a questo importante evento sono già iniziati in questo anno 2020 e si protrarranno sino al settembre 2021.

La cerimonia inaugurale si è svolta il 5 settembre 2020 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la riapertura della Tomba di Dante, opera di Camillo Morigia, e del Quadrarco di Braccioforte, dopo un accurato restauro: la cerimonia ha avuto un importante seguito musicale, considerando che il rapporto di Dante con la musica è strettissimo, come si può vedere dai molti riferimenti musicali che compaiono nella Commedia.

Link video 5 settembre 2020 https://cdn.top-ix.org/ravennafestival/05_09_2020_Dante700.mp4

Un’altra importante cerimonia si è svolta, sempre a Ravenna, il 13 settembre 2020 con una conferenza e la partecipazione di vari artisti, musicisti, cantanti e coristi.

Link video 13 settembre 2020 https://cdn.top-ix.org/ravennafestival/13_09_2020_OlioDante.mp4

Tomba di Dante Alighieri

Dante Alighieri giunse a Ravenna nel 1318, alla corte di Guido Novello da Polenta, per motivi non del tutto chiari. Proveniva da Verona, dove aveva avuto buoni rapporti con Cangrande, signore di quella città. Forse fu attirato dal fatto che la corte di Ravenna era frequentata da molti letterati e lo stesso Guido Novello da Polenta si professava tale.

A Ravenna trascorse gli ultimi tre anni della sua vita e creò un cenacolo letterario, al quale partecipavano anche i suoi figli Pietro e Jacopo, oltre a giovani letterati ravennati.

Guido Novello da Polenta gli affidava di tanto in tanto delle missioni diplomatiche che il Poeta espletava con scrupolo. L’ultima fu a Venezia, per risolvere un grave problema diplomatico con il Doge che rischiava di scatenare una guerra tra Ravenna da un lato e Venezia e Forlì dall’altro.

La missione veneziana ebbe successo, ma rientrando a Ravenna il Poeta contrasse la malaria durante il passaggio delle Valli di Comacchio.

Dante Alighieri morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

I funerali furono celebrati in pompa magna alla presenza di tutte le autorità cittadine e suscitarono grande dolore in tutta la comunità letteraria.

I resti del Poeta sono stati a lungo richiesti da Firenze a Ravenna, senza mai ottenerli. I fiorentini rivendicavano le spoglie in quanto concittadini di Dante, ma i ravennati si opponevano, ritenendo che i fiorentini non meritassero i resti di un uomo che avevano trattato male in vita.

Le ossa del Poeta furono messe in un sepolcro costruito da Pietro Lombardi. Successivamente, per non correre il rischio che fossero trafugati, i Frati Francescani li rimossero e li nascosero in un luogo sicuro, tramandandosene segretamente la sede solo tra loro confratelli. La tomba venne trascurata, andando in malora, tanto che il cardinale legato Luigi Valenti Gonzaga decise di incaricare l’architetto Camillo Morigia, nel 1780, di progettare il tempietto neoclassico tuttora visibile. Sull’architrave di essa è scritto, semplicemente e in latino: Dantis poetae sepulcrum. Di fatto esso era un cenotafio (monumento sepolcrale per ricordare una persona di fatto sepolta in altro luogo).

Le spoglie rimasero nascoste fino al 1865, quando furono ritrovate casualmente durante i restauri del convento francescano, in una piccola cassetta di legno, con sopra scritto che quelle erano le ossa di Dante. La salma fu ricomposta ed esposta per alcuni mesi. Fu infine tumulata nel tempietto del Morigia. Sul sepolcro sono i riportati i versi latini voluti da Guido Novello:

«Iura Monarchiae, Superos Flegetonta, lacusque Lustrando cecini, voluerunt fata quousque. Sed quia pars cessit melioribus hospita castris Auctoremque suum petiit feliciter astris, Hic clauditur Dantes, patriis exterris ab oris, Quem genuit parvi Florentia mater amoris.»

«I diritti della monarchia, gli dei superni e la palude del Flegetonte visitando cantai finché volle il destino. Poiché però l’anima andò ospite in luoghi migliori, ed ancor più beata raggiunse tra le stelle il suo Creatore, qui sta racchiuso Dante, esule dalla patria terra, che generò Firenze, madre di poco amore.»

Anche la Società Dante Alighieri di Canberra ha in programma di celebrare l’evento con una serie di eventi tra marzo e settembre 2021, con una serie di webinar che coinvolgano anche I Comitati delle Società Dante Alighieri di altre citta australiane. Le celebrazioni dovrebbero culminare con un grande evento nazionale con la partecipazione, di persona o in collegamento telematico, di numerosi studiosi e accademici di diversa provenienza.

Luigi Catizone